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Francesco Di Cocco Albero e luce
a cura di Manuela Crescentini

Con l’arrivo dei Balletti Russi a Roma, nel 1917, Di Cocco, all’epoca appena diciassettenne, è attratto dal Futurismo.
Realizza allora alcuni collages, tra i quali spicca Rumori, e dei pastelli su carta, dei quali restano Albero e luce e Rondini in volo.
Nel novembre del 1918 parte per la guerra in Albania da cui torna nel marzo del 1919. Ripresa la ricerca, si allontana in breve dall’esperienza futurista.


“Albero e luce”, risolve l’evento dinamico-energetico attraverso la penetrazione della luce entro il fogliame di un albero di un viale romano.
Sono pastelli del 1917 stesso, spingendosi comunque forse probabilmente anche al 1918.
Originalmente Di Cocco è vicino a Balla, ma a quello analitico dei primissimi anni Dieci, piuttosto che al Balla di sintesi più astratta ...”

(Enrico Crispolti, 1984)

9/3/2009