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Sergio Vacchi
Catalogo Generale

a cura di Enrico Crispolti

Da quando, ed è oltre trent’anni fa, mi sono impegnato in simili imprese, ho sempre ritenuto che la pubblicazione del “catalogo generale” delle opere di un artista costituisse l’occasione non soltanto per realizzare uno schedario documentato e plausibilmente in modo adeguato ragionato che, garantendone intanto l’autenticità, offrisse l’identità di ciascuna opera. Ma la costituisse anche per contestualmente avere un’importante (se non verosimilmente la più consistente) monografia complessiva sulla personalità di quell’artista. Così impostai, in ordine di tempo, i cataloghi ragionati delle opere di Baj (1973; ripr. 1), di Fontana (1974, 1986, 2006; ripr. 2) e di Guttuso (1983-89; ripr. 3) e di Pajetta (2009; ripr. 4). Malgrado la molto consistente bibliografia accumulatasi nel tempo sul lavoro di ciascuno di questi eminenti esponenti di tre diverse generazioni dell’arte italiana del XX secolo, non esistevano infatti, fino ad allora, esaurienti, basilari, monografie che ricostruissero storicamente (relativamente a spessori temporali e percorsi di ricerca naturalmente diversi) i differenti momenti e aspetti della loro attività creativa.

E di questa funzionalità anche monografica complessiva di un “catalogo ragionato” sono più che mai tuttora convinto a distanza di decenni dalla prima impresa e a fronte di una indubbia fortuna della formula (particolarmente nel caso delle tre edizioni del catalogo delle opere di Fontana), in relazione peraltro evidentemente con la subentrata sempre più spinta storicizzazione del contemporaneo ormai infatti radicato nel tempo. Ho così, dunque, subito progettato secondo un taglio anche di consistente contributo monografico il Catalogo ragionato dei dipinti di Sergio Vacchi, rispondente ad un’estensione temporale d’attività che supera d’un buon decennio il mezzo secolo, come del resto nel caso di quello di Guttuso.
Impresa promossa dalla Fondazione Sergio Vacchi, che ha sede nel Castello di Grotti, nel comune di Monteroni d’Arbia, presso Siena. Felicemente da una decina d’anni, anche luogo del suo lavoro, che vi ha vissuto e sta tuttora vivendo una nuova intensa stagione. Ma nel caso di Vacchi la vera e propria monografia occupa interamente il primo dei tre volumi in cui la pubblicazione si articola; dedicati gli altri due allo schedario catalogico, iconico e tecnico-storico, di dipinti e carte dipinte realizzate fra 1946 e 2008 (mentre nel caso di Fontana occupa parte consistente del primo dei due volumi, in quelli di Baj e di Guttuso il discorso monografico è suddiviso lungo il percorso catalogico, come introduzione specifica, storicamente mirata, rispettivamente ai tre o ai quattro volumi complessivi). E questo primo volume, dunque soltanto monografico, oltre che una mia assai ampia Introduzione d’interpretazione e di collocazione storico-critica, comprende anche (altrettanto con le relative traduzioni in inglese) un’importante - per la prima volta tentata - Storia della critica di Vacchi, di Paolo Campiglio; nonché un analitico regesto dei sessantina d’anni d’attività creativa dell’artista, e una ricca antologia di centosessanta riproduzioni a colori di sue opere particolarmente significative. Mentre una vera e propria antologia della critica si sviluppa lungo i due volumi seguenti, insinuandosi entro i capitoli che ordinano temporalmente quanto tematicamente il percorso creativo del pittore, corrispondenti ai cicli attraverso i quali, nel tempo, il medesimo ha manifestato la densità del proprio immaginario. Ciascun capitolo preceduto da una brevissima pagina storico-critica specificamente introduttiva e di raccordo.

Non ho infatti mai immaginato che un “catalogo ragionato” potesse risolversi nella pura e semplice trasposizione in pubblicazione cartacea di uno schedario (ove ciascuna opera fosse appunto identificata e illustrata), meramente corrispondente a quanto raccolto e almeno cronologicamente ordinato attraverso il preliminare lavoro di archiviazione che, in termini di ricerca, reperimenti, segnalazioni, sta necessariamente a monte dell’impresa catalogica, e ne è l’indispensabile premessa. Nell’impostazione di un “catalogo ragionato” esiste infatti una preliminare qualificante questione di metodo, come esiste poi una di regia nella sua realizzazione. Questione da affrontare caso per caso, diversamente. Non può infatti immaginarsi correttamente un’impostazione di “catalogo ragionato” che risulti buona per tutte le occasioni.
Certamente invece esiste - e come tale si può esibire quasi quale parametro normativo - una tipologia di scheda esauriente nella molteplicità e completezza dei dati qualificanti e caratterizzanti offerti relativi all’identità delle singole opere. Tuttavia la metodologia d’impostazione di un “catalogo ragionato”, entro il quale le singole schede siano infine sistemate, non può che essere di volta in volta riformulata in ragione delle esigenze poste dalla necessità di ottimizzare il riscontro presentativo a quelle che risultano le caratteristiche operative storiche dell’artista alla catalogazione degli esiti del cui operare nel tempo ci si applica.
E così diversa sarà metodologicamente, per esempio, in particolare, l’impostazione del relativo “catalogo ragionato” se un artista abbia lavorato attraverso la configurazione di cicli tematico-formali di opere, oppure invece in un succedersi parcellizzato meramente di opera dopo opera, al massimo con ricorsi di tipologia iconografica. Ma se i cicli, o i momenti caratterizzati di ricerca, o persino particolari tipologie operative possono offrire un’articolazione che comunque ordini il percorso catalogico, una organizzazione in veri e propri capitoli anche dello schedario delle opere potrà restituire allo snodarsi di quel percorso una più convincente plausibilità di rilettura, quantomeno un’introduttiva consapevolezza storico-critica.

Ed è quanto si propongono i due volumi che a questo seguono, catalogando in modo ragionato e organizzato l’estesissima opera pittorica di Vacchi, lungo appunto un sessantennio d’inesausta rigogliosa attività. Disponendo cioè le schede (raccolte ed elaborate attentamente dai giovani storici dell’arte di Scuola senese, dal sottoscritto collaborativamente diretti, Marianna Bellumori, Viviana Cerutti, Michele Occhioni e Veronica Radon), entro capitoli rispondenti a caratterizzati cicli di lavoro del pittore, e corredati appunto da alcune salienti pagine critiche quasi sempre a caldo, giacché contemporanee alla pubblicizzazione di ciascun ciclo.

E. C.


Indice I volume in: Enrico Crispolti Sergio Vacchi. Lo scandalo di un percorso "avulso". Skira Milano 2009.
allegato scansionato

Saggio: Lo scandalo di un percorso "avulso" (in una storicità "introiettata")
in: Enrico Crispolti Sergio Vacchi. Lo scandalo di un percorso "avulso". Skira Milano 2009.
allegato scansionato

www.fondazionevacchi.it

31/8/2009

ripr. 1
ripr. 1

ripr. 2
ripr. 2

ripr. 3
ripr. 3

ripr. 4
ripr. 4

Crispolti Restany Vacchi, Milano 2002
Crispolti Restany Vacchi, Milano 2002

Alleluia, 1949
Alleluia, 1949

Trasferimento dei resti, 1963
Trasferimento dei resti, 1963

Leonardo codice verso. La seconda notte di Amboise, 1996
Leonardo codice verso. La seconda notte di Amboise, 1996

Della Melancholia terza. La vicenda delle mani, 2006
Della Melancholia terza. La vicenda delle mani, 2006