
L’interesse per il Futurismo matura in Crispolti grazie alla frequentazione con Maria Laura Drudi Gambillo – sua moglie dal 1959 al 1972 – che la quale nel 1958 aveva pubblicato, con Teresa Fiori, gli Archivi del Futurismo, ripresi e ampliati dallo studioso poi a partire dal 2010. Presto la sua attenzione si concentra sulla vita del movimento di Marinetti dopo la morte di Umberto Boccioni, adottando la definizione di Secondo Futurismo: che applica al volume del 1961 dedicato al gruppo di artisti torinese, e definisce i contenuti di della “ricostruzione futurista dell’universo”. Questo approccio, che si slega da una lettura esclusivamente pittorica del movimento si apre all’architettura e alle arti applicate, e da vita a una geografia del Futurismo, in Toscana, nell’Italia meridionale, in Umbria e nelle Marche.
