Biblioteca

by livia
La Biblioteca Crispolti è un’istituzione privata nata contemporaneamente all’Archivio Crispolti, a metà degli anni Cinquanta, in stretta relazione con lo svolgersi dell’attività storico critica di Enrico Crispolti.
Il materiale della Biblioteca documenta prevalentemente la storia dell’arte in Europa e in America fra il XIX e il XXI secolo nel quadro complessivo della cultura, della vita sociale e politica, della storia e filosofia contemporanee. Consiste in una raccolta di oltre 85.000 pubblicazioni, fra volumi di carattere generale, monografie, cataloghi ragionati dell’opera degli artisti e cataloghi di esposizioni relativi a movimenti, situazioni, gruppi e singoli artisti. Una piccolissima parte dei materiali risulta già inserita nel sistema SBN. La restante parte è in corso di inserimento.
La Biblioteca, è stata dichiarata di pubblico interesse e sottoposta a vincolo a norma del D.P.R. n. 1409 del 30 settembre 1963, dal provvedimento della Soprintendenza ai Beni Archivistici e Librari del Lazio del 14 novembre 1992

Approfondimenti

Fra le opere di particolare rarità presenti nella Biblioteca sono i volumi documentari degli Archivi di Lionello Venturi, Archives de l’Impressionisme, 1939; Maria Drudi Gambillo, Teresa Fiori, Archivi del Futurismo, 1958, 1962; Anna Bovero, Archivio dei Sei di Torino, 1965 e di Fortunato Bellonzi, Teresa Fiori, Archivi del Divisionismo, 1968). Cataloghi generali delle opere di artisti del XIX e del XX secolo, fra i quali: Francisco Goya, Daumier (opere grafiche), Van Gogh, Baj, Baumeister, Boccioni, Brunori, Buchheister, Pellizza da Volpedo, Del Bon, Dottori, Dubuffet, Max Ernst, Fontana, Funi, Gentilini, Guttuso, Kandinskij, Klee, Lilloni, Magritte, Marc, Melotti, Miró, Morandi, Louis Morris, Pollock, Radice, Reggiani, Rho, Rothko, Savinio, Scanavino, Severini, Tancredi, e i Cataloghi generali ragionati, da lui stesso redatti, fra cui:  Baj, Fontana, Guttuso, Vacchi,  Trubbiani,  Moreni, Dova, e Dorazio, quest’ultimo lasciato incompiuto nel 2018. Cataloghi dell’incisione e della litografia nel XIX secolo in Europa come Louis Delteil, Le peintre-graveur illustré, Parigi, 1969. Volumi relativi al Simbolismo e all’Art Nouveau: a cominciare dalle grandi sintesi di Tschudi-Madsen Schmutzler, e fino agli ambiti nazionali. Volumi relativi all’arte italiana fra le due guerre, come la Collezione Verzocchi. Il volume di “Cahiers d’Art” dedicato all’Italia, 1950. Volumi relativi all’architettura italiana ed europea fra le due guerre, fra i quali: Fillia, La Nuova Architettura, 1931. Gli ambienti della Nuova Architettura, 1935; Alberto Sartoris, Gli elementi dell’architettura funzionale, 1932. Il nuovo stile littorio. I progetti per il Palazzo del Littorio e della Mostra della Rivoluzione fascista in Via dell’Impero, 1936. Volumi di storia dello spettacolo come Gino Gori, Il Mantello d’Arlecchino, 1914. Volumi di storia locale come Luigi Simeoni, Verona. Guida storico artistica, 1909, o Luigi Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, 1942. Volumi generali e monografie su aspetti e singole personalità relativi al Futurismo e ai Futurismi, con edizioni originali di testi di F. T. Marinetti e del suo Teatro, a cura di Giovanni Calendoli, 1960. Volumi quali Richard Cork, Vorticism and Abstract Art in the first machine Age, 1976; Il Dizionario del Futurismo, a cura di Ezio Godoli, 2001. Volumi di movimenti e monografie di singoli artisti relativi all’avanguardia sovietica, fra i quali S. Khan-Magomedov, Vhutemas. Moscou, 1990. Volumi relativi al Dadaismo e al Surrealismo, fra i quali, oltre ai testi di André Breton, volumi come William Rubin, Dada and Surrealist Art, 1970. Volumi relativi al Bauhaus, fra i quali Hans Maria  Wingler, Il Bauhaus. Weimar Dessau Berlino 1919-1933, 1980 (in diverse edizioni a partire dall’originale). Volumi relativi all’arte non-figurativa (a cominciare dai volumi e repertori di Seuphor), volumi relativi all’Informale, fra i quali Michel Tapié, Une art autre, 1952, e Prolegomènes à un’esthétique de Michel Tapié. Volumi relativi all’arte italiana della seconda metà XX secolo, come Umbro Apollonio, MarcoValsecchi, Panorama dell’arte italiana, 1950 e 1951. Scritti di artisti, fra i quali Malevic, Klee, Kandinskij, Schlemmer, Boccioni, Sironi, Carrà, Magritte, Soffici, Dubuffet, Baj. Riviste originali, fra cui “Almanacco italiano”, “Roma futurista”, “La Città futurista”, “La Città Nuova”, “L’Artista Moderno”, “Noi”, “Architettura e Arti Decorative”, fra 1922 e 1931. “La Casa Bella”, “Quadrante”, “La Stirpe”, “Primato”, “La Difesa della razza”, “Il ’45”, “Cahiers d’Art”, “AZ”, “Spazio”, “La Biennale di Venezia”, “I 4 Soli”, “Quadrum” “Phases”, “Il Verri”, “Azimuth”, “Tool”, “L’uomo e l’arte”, “La tradizione del nuovo”. Riviste in reprint come “Lacerba”, “Noi”, “L’Italia Futurista”, “La Balza”, “La Raccolta”, “Il Selvaggio”, “Sic”, “Dada”, “Minotaure”, “La Révolution Surréaliste”, “Le Grand Jeu”, “Tropiques”, “Le Surréalisme au service de la Révolution”, “Cobra”, “Corrente”. Cataloghi di grandi mostre periodiche come la Biennale di Venezia, le Biennali romane, Documenta Kassel, Quadriennale di Roma, Triennale di Milano. Saggi di critica d’arte di Apollinaire, Arcangeli, Argan, Arnheim, Baltrušaitis, Barthes, Baudelaire, Benjamin, Brandi, Dorfles, Eco, Francastel, Greenberg, Hofmann, Huyghe, Jouffroy, Longhi, Marchiori, Panofsky, Ragghianti, Rosenberg, Sylvester, Tapié, L. Venturi, Villa.

Da segnalare infine fra le grandi opere: 15 volumi dell’Enciclopedia Universale dell’Arte, Istituto per la Collaborazione Culturale, Venzia-Roma, 1967; 14 volumi della Storia dell’Arte Italiana, Einaudi; 18 volumi de La pittura in Italia, Electa, Milano; 19 volumi de La pittura in Europa, Electa, Milano.

Il costante incremento del patrimonio bibliotecario deriva dall’acquisto diretto o da omaggi e donazioni o scambi con Enti o persone fisiche.

Dopo la scomparsa di Enrico Crispolti, la Biblioteca, per volere degli eredi, si è proposta a lungo e breve termine di realizzare rispettivamente:

  • la catalogazione in SBN di tutte e pubblicazioni presenti e la redazione della bibliografia di Crispolti, quest’ultima da pubblicare sul sito

 

SEDI STORICHE
Dall’inizio degli anni Sessanta la Biblioteca, come l’Archivio, ha sede al primo piano di Piazza Nicosia 25. Dal 1983 si sposta in via di Ripetta 132 dove, l’ingresso su strada, dal 2006 viene segnalato dalla scultura Innesti d’Archivio, di Alberto Timossi (ripr. 1-3, cfr. allegato scansionato). Dal 2014 l’Archivio ha sede definitiva in Via Livenza 2, il cui ingresso, dal 2016, è caratterizzato dalla scultura Frondeliana, di Roberto Almagno (rip. … cfr, allegato scansionato).


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