
Enrico Crispolti esordisce come critico d’arte alla metà degli anni Cinquanta durante gli studi universitari all’Università di Roma, dove è allievo di Lionello Venturi. Dal 1955 inizia a scrivere regolarmente su periodici e a progettare pubblicazioni, come l’edizione dei Capricci di Goya, che trasformerà in tesi di laurea. Nel 1956, a seguito dell’incontro con Burri, Fontana e Somaini, accantona l’iniziale interesse per l’astrattismo concreto, volgendo in particolare le proprie attenzioni alle ricerche informali e ai suoi sviluppi, da Sergio Vacchi a Romagnoni a Somaini, artisti che lo porteranno a interessarsi di Nuova Figurazione, Pop Art e al tema della funzione dell’arte nello spazio urbano. Dal 1966 ricopre l’incarico di docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il mito della macchina e altri temi del Futurismo, Celebes Editore, Trapani 1969
