1952-1972

by livia
Enrico Crispolti, nel 1975, nel suo studio romano di Piazza Nicosia 25, indossa l’opera di Franco Summa, Sentirsi un Arcobaleno Addosso, 1975

Enrico Crispolti esordisce come critico d’arte alla metà degli anni Cinquanta durante gli studi universitari all’Università di Roma, dove è allievo di Lionello Venturi. Dal 1955 inizia a scrivere regolarmente su periodici e a progettare pubblicazioni, come l’edizione dei Capricci di Goya, che trasformerà in tesi di laurea. Nel 1956, a seguito dell’incontro con Burri, Fontana e Somaini, accantona l’iniziale interesse per l’astrattismo concreto, volgendo in particolare le proprie attenzioni alle ricerche informali e ai suoi sviluppi, da Sergio Vacchi a Romagnoni a Somaini, artisti che lo porteranno a interessarsi di Nuova Figurazione, Pop Art e al tema della funzione dell’arte nello spazio urbano. Dal 1966 ricopre l’incarico di docente di Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Il mito della macchina e altri temi del Futurismo, Celebes Editore, Trapani 1969

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