1973-2018

by livia
Enrico Crispolti nel 2005, a Milano, alla Galleria del Naviglio, fotografato da Ignazio Gadaleta nella sua opera-ambiente Celesti magnetici (al cielo di Milano)

Nel 1973 Crispolti cura la mostra Volterra ’73, dedicata all’arte nella città. Nello stesso anno diviene professore universitario a Salerno. È l’inizio di una nuova stagione, in cui l’attività di critico militante assume un esplicito impegno sociale e politico, maturato anche grazie al contatto con i collettivi di base attivi in Campania, a Roma, a Milano e a Venezia. Il tema dell’arte come intervento sociale e urbano viene approfondito nella sua partecipazione come curatore a tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 1976, 1977 e 1978. Nel 1983 trasferisce la propria cattedra a Siena dove, l’anno successivo, viene eletto Direttore della Scuola di Specializzazione. In questi anni Crispolti si impegna alla formazione delle nuove generazioni di storici dell’arte, attraverso un approccio operativo e laboratoriale. Lavora inoltre all’organizzazione antologica dei propri scritti e mette a punto un metodo storiografico che aprirà la stagione dei grandi cataloghi ragionati, pensati non solo come regesti di opere ma come monografie di riferimento degli artisti.

Erotismo nell’arte astratta (e altre schede per un’iconologia dell’arte astratta), Celebes Editore, Trapani 1976. Volume

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Fenomenologia di «nuova figurazione». 2. Alcuni protagonisti della «nuova figurazione» in Italia. Vacchi, Guerreschi, Romagnoni, Fausto Fiorentino Editrice, Napoli 1976 Volume

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Crispolti_Arti visive e partecipazione sociale, De Donato, Bari, 1977 volume

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