
L’idea di un’arte che uscisse dalle gallerie e dai musei per espandersi nell’ambiente porta Crispolti a elaborare il concetto di “ambiente come sociale”. Attraverso la pubblicazione del libro Urgenza nella città e l’esperienza del cantiere di Volterra ’73, lo studioso maturò la convinzione che il ruolo dell’opera d’arte nello spazio pubblico dovesse superare l’aspetto puramente estetico in favore della sua capacità di attivare la memoria, di sollecitare l’emotività e di relazionarsi con il tessuto sociale.
